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La Fondazione IndomitAlice ETS è felice di invitarvi ad uno speciale concerto Jazz, organizzato in collaborazione con la Fondazione BCC Colli Albani ETS e la BCC Colli Albani e Nettuno. 
Preparatevi a vivere unatmosfera unica! 
Anima, ritmo e passione si fonderanno per dar vita a un appuntamento pensato per stare insieme, ascoltando ottima musica, ma anche unopportunità concreta per sostenere i progetti Indomiti attraverso il banchetto solidale.
Vi aspettiamo
 domenica 15 novembre ore 18.00 presso l Auditorium Corrado Petrucci BCC Colli Albani e Nettuno a Genzano in via S.Silvestri, 113.

L evento è gratuito ma i posti sono limitati e per partecipare è necessario prenotarsi mandando una mail al seguente indirizzo: indomita.alice.onlus@gmail.com

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Vi aspettiamo numerosi

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Preparatevi a vivere un'atmosfera unica! 
Anima, ritmo e passione si fonderanno per dar vita a un appuntamento pensato per stare insieme, ascoltando ottima musica, ma anche un'opportunità concreta per sostenere i progetti Indomiti attraverso il banchetto solidale.
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Facciamo chiarezza sul tanto decantato ddl caregiver che molti politici stanno evidenziando come vittoria. Che tristezza!

Dei circa 7 milioni di caregiver familiari stimati in Italia dall'ISTAT, soltanto una minima frazione riceverà il contributo economico diretto, con una platea stimata in appena 62.333 effettivi (meno dell'1% del totale).

MENO DI UNO PERCENTO DEL TOTALE!!!

Come se volessi fare una cena bellissima e avessi 100 amici, tutti sanno che ci sarà questa festa, un'evento che aspettano da tanto, diciamo 10 anni, il giorno della festa arrivano tutti, con molte aspettative.
Ma trovano apparecchiato solo per UNO.

Il disegno di legge (A.C. 2789), approvato in prima lettura alla Camera dei Deputati il 14 ottobre 2026, introduce un riconoscimento universale dal punto di vista formale dividendo i caregiver in quattro profili orari. Tuttavia, l'accesso al contributo economico (fino a 400 euro al mese) è limitato da criteri estremamente stringenti:

• Profilo orario e convivenza

Spetta solo al "caregiver prevalente", che deve coabitare con l'assistito non autosufficiente e garantirgli almeno 91 ore (NOVANTUNOORE) settimanali di assistenza (pari a circa 13 ore al giorno, tutti i giorni).

• Soglie economiche (il doppio limite)
Il richiedente deve avere un ISEE familiare non superiore a 15.000 euro e un reddito annuo personale da lavoro dipendente entro la soglia minima di 3.000 euro (TREMILA EURO ALL'ANNO) lordi.

Una farsa?!
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Che vergogna 🤦‍♀️

Senza parole

Che vergogna!!!

Vergognoso. Uno specchietto per allodole. A volte le ore di cura per un familiare con disabilità sono anche 24. La loro stima è al ribasso. Cosa ne sanno della fatica che si fa per conciliare lavoro e famiglia. Cosa ne sanno delle rinunce che si fanno, della fatica fisica e mentale. Devi morire di fame per avere quattro soldi dallo stato. Magari qualcuno si aspetta il nostro ringraziamento per questa specie di legge, sinceramente non ne vedo il motivo.

La cosa importante è che i caregiver hanno anche voglia e possibilità di lavorare. Servono tutele e servizi. E soprattutto la persona con disabilità deve essere messa al centro. Sempre

Che tristezza

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Il nostro incontro con la CAA parte da molto lontano. Ne sentimmo parlare la prima volta quando Alice era piccina e ci venne descritta come una possibilità, per lei, di interagire con le persone, il mondo esterno, ed imparare ad esprimere le proprie esigenze ed emozioni. Da lì è iniziato il percorso di noi tre per  imparare una nuova forma di comunicazione attraverso le tante fasi che ci hanno portato fino all oggi. Una strada lunga, tortuosa ed impervia sempre con il supporto di Alessandra, la logopedista di Alice ( anche se a noi  piace pensarla come un angelo custode che ci ha affiancato lungo il cammino  tracciandone la direzione). Ci vorrebbero molte più di queste poche battute per descriverla tutta, mettendoci dentro  le emozioni dei successi, degli stalli, delle sconfitte.
Abbiamo dovuto superare non solo lo scoglio delle battaglie burocratiche scolastiche, lo sforzo per abbattere le barriere mentali  di insegnanti ed educatori, le paure e le  resistenze di Alice per riuscire ad apprezzare la libertà di poter scegliere ed esprimere finalmente bisogni e desideri o semplicemente provare a fare un minimo di conversazione. Le lotte più complicate sono state quelle con noi stessi in quanto primi facilitatori di una nuova lingua, costantemente in bilico. Oscillanti tra la voglia di imparare, per fare di più e meglio, e la naturalezza nel capire l idioma segreto di nostra figlia, i moti che da sempre la animano e che ci hanno portato, nel ruolo di genitori accudenti, ad anticipare ogni sua esigenza. All inizio, comprendendola da sempre al primo sguardo,  l utilizzo della CAA ci appariva un ostacolo, un ulteriore compito da espletare, troppo spesso  a fine giornata.  E allora ci siamo fatti piccoli, abbiamo atteso, pazientato, mollato la presa ma al  tempo stesso ci siamo  impegnati con costanza e dedizione accorgendoci piano piano,
come per magia,  che non solo  poteva mutare la nostra prospettiva ma che, attraverso  l uso della CAA, si poteva cambiare il modo di pensare e comunicare. Per dare voce a chi non ce l ha. Perché la comunicazione, in qualsiasi forma essa si coniughi, è l elemento imprescindibile di ogni esperienza umana

Il nostro incontro con la CAA parte da molto lontano. Ne sentimmo parlare la prima volta quando Alice era piccina e ci venne descritta come una possibilità, per lei, di interagire con le persone, il mondo esterno, ed imparare ad esprimere le proprie esigenze ed emozioni. Da lì è iniziato il percorso di noi tre per  imparare una nuova forma di comunicazione attraverso le tante fasi che ci hanno portato fino all' oggi. Una strada lunga, tortuosa ed impervia sempre con il supporto di Alessandra, la logopedista di Alice ( anche se a noi piace pensarla come un angelo custode che ci ha affiancato lungo il cammino tracciandone la direzione). Ci vorrebbero molte più di queste poche battute per descriverla tutta, mettendoci dentro  le emozioni dei successi, degli stalli, delle sconfitte.
Abbiamo dovuto superare non solo lo scoglio delle battaglie burocratiche scolastiche, lo sforzo per abbattere le barriere mentali  di insegnanti ed educatori, le paure e le  resistenze di Alice per riuscire ad apprezzare la libertà di poter scegliere ed esprimere finalmente bisogni e desideri o semplicemente provare a fare un minimo di conversazione. Le lotte più complicate sono state quelle con noi stessi in quanto primi facilitatori di una nuova lingua, costantemente in bilico. Oscillanti tra la voglia di imparare, per fare di più e meglio, e la naturalezza nel capire l' idioma segreto di nostra figlia, i moti che da sempre la animano e che ci hanno portato, nel ruolo di genitori accudenti, ad anticipare ogni sua esigenza. All' inizio, comprendendola da sempre al primo sguardo,  l' utilizzo della CAA ci appariva un ostacolo, un ulteriore compito da espletare, troppo spesso  a fine giornata.  E allora ci siamo fatti piccoli, abbiamo atteso, pazientato, mollato la presa ma al  tempo stesso ci siamo  impegnati con costanza e dedizione accorgendoci piano piano,
come per magia,  che non solo  poteva mutare la nostra prospettiva ma che, attraverso  l' uso della CAA, si poteva cambiare il modo di pensare e comunicare. Per dare voce a chi non ce l' ha. Perché la comunicazione, in qualsiasi forma essa si coniughi, è l' elemento imprescindibile di ogni esperienza umana
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Un abbraccio forte forte carissima Alice ❤️💕❤️💕❤️💞❤️

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Come se volessi fare una cena bellissima e avessi 100 amici, tutti sanno che ci sarà questa festa, un'evento che aspettano da tanto, diciamo 10 anni, il giorno della festa arrivano tutti, con molte aspettative.
Ma trovano apparecchiato solo per UNO.

Il disegno di legge (A.C. 2789), approvato in prima lettura alla Camera dei Deputati il 14 ottobre 2026, introduce un riconoscimento universale dal punto di vista formale dividendo i caregiver in quattro profili orari. Tuttavia, l'accesso al contributo economico (fino a 400 euro al mese) è limitato da criteri estremamente stringenti:

• Profilo orario e convivenza

Spetta solo al "caregiver prevalente", che deve coabitare con l'assistito non autosufficiente e garantirgli almeno 91 ore (NOVANTUNOORE) settimanali di assistenza (pari a circa 13 ore al giorno, tutti i giorni).

• Soglie economiche (il doppio limite)
Il richiedente deve avere un ISEE familiare non superiore a 15.000 euro e un reddito annuo personale da lavoro dipendente entro la soglia minima di 3.000 euro (TREMILA EURO ALL'ANNO) lordi.

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La cosa importante è che i caregiver hanno anche voglia e possibilità di lavorare. Servono tutele e servizi. E soprattutto la persona con disabilità deve essere messa al centro. Sempre

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Abbiamo dovuto superare non solo lo scoglio delle battaglie burocratiche scolastiche, lo sforzo per abbattere le barriere mentali  di insegnanti ed educatori, le paure e le  resistenze di Alice per riuscire ad apprezzare la libertà di poter scegliere ed esprimere finalmente bisogni e desideri o semplicemente provare a fare un minimo di conversazione. Le lotte più complicate sono state quelle con noi stessi in quanto primi facilitatori di una nuova lingua, costantemente in bilico. Oscillanti tra la voglia di imparare, per fare di più e meglio, e la naturalezza nel capire l idioma segreto di nostra figlia, i moti che da sempre la animano e che ci hanno portato, nel ruolo di genitori accudenti, ad anticipare ogni sua esigenza. All inizio, comprendendola da sempre al primo sguardo,  l utilizzo della CAA ci appariva un ostacolo, un ulteriore compito da espletare, troppo spesso  a fine giornata.  E allora ci siamo fatti piccoli, abbiamo atteso, pazientato, mollato la presa ma al  tempo stesso ci siamo  impegnati con costanza e dedizione accorgendoci piano piano,
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Il nostro incontro con la CAA parte da molto lontano. Ne sentimmo parlare la prima volta quando Alice era piccina e ci venne descritta come una possibilità, per lei, di interagire con le persone, il mondo esterno, ed imparare ad esprimere le proprie esigenze ed emozioni. Da lì è iniziato il percorso di noi tre per  imparare una nuova forma di comunicazione attraverso le tante fasi che ci hanno portato fino all' oggi. Una strada lunga, tortuosa ed impervia sempre con il supporto di Alessandra, la logopedista di Alice ( anche se a noi piace pensarla come un angelo custode che ci ha affiancato lungo il cammino tracciandone la direzione). Ci vorrebbero molte più di queste poche battute per descriverla tutta, mettendoci dentro  le emozioni dei successi, degli stalli, delle sconfitte.
Abbiamo dovuto superare non solo lo scoglio delle battaglie burocratiche scolastiche, lo sforzo per abbattere le barriere mentali  di insegnanti ed educatori, le paure e le  resistenze di Alice per riuscire ad apprezzare la libertà di poter scegliere ed esprimere finalmente bisogni e desideri o semplicemente provare a fare un minimo di conversazione. Le lotte più complicate sono state quelle con noi stessi in quanto primi facilitatori di una nuova lingua, costantemente in bilico. Oscillanti tra la voglia di imparare, per fare di più e meglio, e la naturalezza nel capire l' idioma segreto di nostra figlia, i moti che da sempre la animano e che ci hanno portato, nel ruolo di genitori accudenti, ad anticipare ogni sua esigenza. All' inizio, comprendendola da sempre al primo sguardo,  l' utilizzo della CAA ci appariva un ostacolo, un ulteriore compito da espletare, troppo spesso  a fine giornata.  E allora ci siamo fatti piccoli, abbiamo atteso, pazientato, mollato la presa ma al  tempo stesso ci siamo  impegnati con costanza e dedizione accorgendoci piano piano,
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CHI SIAMO - fondazione INDOMIT'ALICE ets

Siamo una Fondazione che accoglie e sostiene bambini e giovani adulti con bisogni speciali, offrendo anche supporto alle loro famiglie.

Promuoviamo l’inclusione attiva attraverso attività ludico-ricreative e laboratori, valorizzando l’unicità di ciascuno e favorendo lo sviluppo personale in un clima di gioia, collaborazione e rispetto reciproco.

I nostri spazi sono accessibili e pensati per stimolare la fantasia, la manualità e la socializzazione, affinché ogni partecipante possa esprimersi, mettersi alla prova e crescere.

Crediamo che la disabilità sia una delle tante sfumature dell’essere umano.

Siamo una fondazione che pensa che le difficoltà vadano affrontate col Sorriso.

Usiamo il Gioco per creare inclusione e permettere a chi ha una grave disabilità di vivere con felicità e partecipazione insieme agli altri, tutti gli altri.

Vogliamo che i nostri figli sappiano sorridere con gli altri.

Il nostro motto è INCLUSIONE.

Promuoviamo attività tra Bimbi con DISABILITÀ e Bimbi normodotati, con uno strumento bellissimo che è il GIOCO.

CHI SIAMO

INDOMIT'ALICE ONLUS

Siamo una fondazione che pensa che le difficoltà vadano affrontate col Sorriso.

Usiamo il Gioco per creare inclusione e permettere a chi ha una grave disabilità di vivere con felicità e partecipazione insieme agli altri, tutti gli altri.

Vogliamo che i nostri figli sappiano sorridere con gli altri.

Il nostro motto è INCLUSIONE.

Promuoviamo attività tra Bimbi con DISABILITÀ e Bimbi normodotati, con uno strumento bellissimo che è il GIOCO.

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CHI SIAMO - INDOMIT'ALICE ONLUS

Siamo una associazione che pensa che le difficoltà vadano affrontate col Sorriso.

Usiamo il Gioco per creare inclusione e permettere a chi ha una grave disabilità di vivere con felicità e partecipazione insieme agli altri, tutti gli altri.

Vogliamo che i nostri figli sappiano sorridere con gli altri.

Il nostro motto è INCLUSIONE.

Promuoviamo attività tra Bimbi con DISABILITÀ e Bimbi normodotati, con uno strumento bellissimo che è il GIOCO.

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